Farmaci che ci uccidono
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A noi poveri cittadini chi ci tutela?, siamo sempre a rischio salute ; e ogni tanto qualcuno ci rimette la pelle;noi poveri mortali cerchiamo di curarci con le medicine ma non sempre fanno bene, e ora ci sono in circolazione ben 22 farmaci, che attentano alla nostra salute; cercate di non prendere farmaci, curiamoci con le erbe.
Guerriglia
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Guerriglia, guerriglia e ancora guerriglia, ecco quello che sta’ succedendo a Chiaiano (Na) oggi, la gente non vuole le discariche a casa sua, ma sta monnezza dove la mettiamo?; già ci sono stati feriti; sia fra’ la polizia e i manifestanti, e allora cosa vogliamo fare?, la monnezza si fa’ e bisogna distruggerla.
Non dimentichiamoli mai
Posted by imma
Non dimentichiamoci mai, di chi ha perso la vita in maniera barbara, per una vita migliore per quelli che vogliono vivere nella legalità, la morte di Falcone e Borsellino è un esempio di sacrificio estremo, che spero sia servito a qualcosa; contro questi delinquenti assassini che hanno ucciso uomini, che volevano combattere questo male che distrugge le vite di chi non osa ribellarsi a questi soprusi.
«Cosa sa Bush che noi non sappiamo?»
Posted by imma

“Del viaggio di George W. Bush in Medio Oriente la scorsa settimana, il risultato è stato il funerale del suo stesso processo di pace di Annapolis: della sua promessa di ottenere un accordo israelo-palestinese per due Stati prima di lasciare la carica a fine d’anno. Non s’è vista nessuna azione o sforzo per ottenere i compromessi necessari per tale risultato; nessuno può credere ormai che qualcosa verrà fuori da questa promessa nei prossimi otto mesi.
Il discorso del presidente alla Knesset ha avuto toni da «Christian-Zionist»: dichiarazione di identità d’interessi fra America e Israele, aperta identificazione del destino di Israele con quello degli Stati Uniti, entrambi definiti come Stati che recano missioni ed ordini divini, tutto ciò con certe implicazioni quasi-millenariste. I palestinesi non sono stati nemmeno nominati, come se nulla d’interessante fosse accaduto loro in questi 60 anni.
Più tardi, a fine settimana, quando il presidente è andato a Sharm el-Sheikh, ha detto di essere «impegnato in modo assoluto» alla creazione di uno Stato palestinese, per il quale non ha fatto nulla di effettivo. Anche il povero Tony Blair - sciagurato direttore della «roadmap» - non ha ottenuto niente, a parte vuote parole da Washington e Gerusalemme.
Oggi, la conferenza di Annapolis sembra essere stata un incontro per tenere alto l’umore di Condoleezza Rice, che sperava di finire la sua carriera di segretario di Stato con qualcosa di compiuto sul Medio Oriente. Non c’è mai stata una vera possibilità che ne venisse fuori qualcosa, ed ora il presidente sembra trattarla con benevola indifferenza. Ehud Olmert e gli israeliani l’hanno trattata, nei suoi ripetuti viaggi e incontri, con deliberato disprezzo.
Appena dopo ognuna delle sue visite, in cui lei richiedeva la cooperazione israeliana per far avanzare la roadmap interrompendo l’espansione di colonie ebraiche nei territori palestinesi, il governo israeliano immediatamente annunciava ulteriori permessi di edificazione e progetti di costruzione; ciò che può essere spiegato solo come una mossa calcolata a freddo. Certo erano riassicurazioni alla lobby dei «coloni» e della destra espansionista israeliana, ma anche un segnale a Washington e ai palestinesi …
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